Storia di Donna Ava

15 ottobre 2024 · Wine Talk Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp
Storia di Donna Ava

Poggio ai Laghi ha scelto di legare la propria immagine alla storia del territorio

Vino e storia: le etichette di Poggio ai Laghi si ispirano alla storia di Donna Ava

Poggio ai Laghi ha scelto di legare la propria immagine alla storia del territorio, raccontando la leggenda attraverso le
proprie etichette. Ava, donna longobarda, visse intorno all'anno 1000. Giunse a Monteriggioni per sposare
Ildebrando, erede di Isalfredo dei Lambardi, Signore di numerosi territori, tra cui Simignano,
Fulignano, Rencine, Scorgiano, Bigozzi, Castelsinibaldo, Monte Agutolo, Gallena e Fonte Rutoli,
Conte di Montemaggio e Pian del Lago.

Il matrimonio di Ava

Isalfredo intendeva unire, con il matrimonio di Ava a suo figlio, le dinastie longobarda e franca, garantendo pace e prosperità alla Contea. Ava visse serenamente nel suo castello di Staggia ed ebbe due figli, Tegrimo (Teuzzo) e Beritzo. Tuttavia le montagne del Chianti nascondevano molti pericoli, e Ildebrando dovette spesso difendere con la forza la propria supremazia.

Il Marchesato di Toscana nell'anno 1000

Il Marchesato di Toscana sembrava una terra lontana dall'Imperatore, e non passava giorno
senza che Ildebrando dovesse riaffermare con la forza e con la spada la propria supremazia. Così la giovane Ava,
rimasta prematuramente vedova, si trovò di fronte a una scelta: risposarsi e allearsi con una contea vicina
che offrisse sostegno e protezione, oppure sostenere da sola il peso dell'intera contea finché Tegrimo non fosse
stato in grado di succedere a Ildebrando. Dopo un periodo di lutto e silenzio, Ava decise di prendersi cura della contea e
del suo popolo e annunciò le proprie intenzioni. Gli abitanti della contea si strinsero intorno ad Ava per aiutarla, le decime
affluirono numerose, e la Contessa ricambiò facendo costruire mulini ad acqua vicino ai castelli lungo i
fiumi, favorendo la nascita di piccoli villaggi intorno a essi.

La costruzione di sette chiese

La comunità crebbe e prosperò, e Ava continuò a costruire e a bonificare terre. Con l'aiuto
di tutti, fece costruire sette nuove chiese a Marmoraia, Molli, Pernina, Pievescola, Simignano,
Pietralata e Pieve a Castello, e sostenne la fondazione di un monastero benedettino lungo
la Via Francigena, nel Castello di Borgonovo, poi rinominato Badia a Isola. Ava rimase a capo
della contea finché ne ebbe le forze. Poi, come era consuetudine all'epoca, diede a Beritzo
alcune terre ai margini della contea verso San Gimignano e lasciò la responsabilità di
Staggia e Strove al figlio maggiore, Tegrimo.

Il monastero di Badia a Isola

Dopo essersi ritirata, la Contessa decise di prendere i voti e il velo dell'ordine benedettino,
vivendo una vita ritirata nel suo Castello di Staggia. Il fatto che la sua tomba non sia mai stata ritrovata fa supporre
che Donna Ava sia stata sepolta sotto l'antica chiesa del monastero di Badia a Isola, dove
fu poi edificata la chiesa dedicata ai Santi Salvatore e Cirino.
Le ricerche dell'Università di Siena sono tuttora in corso.

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